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Sintesi dell’incontro nazionale di Roma del 23 febbraio 2019

sostenibilita-equita-solidarieta

Il Centrale Teatro Preneste, in cui si è svolto l’incontro, è stato riempito da sottoscrittori dell’appello arrivati da molte regioni italiane. Dalla Venezia Giulia alla Sicilia, per indicare la provenienza di coloro che hanno fatto i viaggi più lunghi. Abbiamo iniziato puntualmente alle 11 con una relazione introduttiva di Maurizio Pallante che ha ricordato le ragioni del nostro impegno politico, soffermandosi in particolare sulle motivazioni per cui va oltre la contrapposizione tra destra e sinistra, che ha caratterizzato le dinamiche politiche dell’epoca storica avviata dalla Rivoluzione industriale. Un’epoca che si sta concludendo con la prospettiva di una autodistruzione dell’umanità in conseguenza del superamento dei limiti della sostenibilità ambientale causato dalla finalizzazione dell’economia alla crescita della produzione di merci.

La prima sessione dell’incontro è stata dedicata all’esposizione di esperienze locali che prefigurano la possibilità di realizzare forme di relazioni sociali fondate sulla collaborazione e la solidarietà, di attività lavorative che utilizzano le risorse dei territori non solo senza stravolgerli, ma valorizzandone la bellezza, di forme di volontariato finalizzate a diffondere comportamenti rispettosi degli ambienti in cui si vive, di forme d’impegno politico non partitico per difenderli dalle aggressioni portate in nome del profitto, di forme di volontariato a tutela delle categorie sociali più svantaggiate. Nelle loro differenze gli elementi che le accomunano sono un sistema di valori che supera l’appiattimento degli esseri umani sulla dimensione materialistica e consumistica; la scelta di non limitarsi a organizzare forme di opposizione a scelte politiche ed economico-produttive devastanti, ma di costruire alternative più interessanti e più desiderabili sia dal punto di vista economico e lavorativo, sia dal punto di vista ambientale; la dimostrazione che l’affermazione “un altro mondo è possibile” non è soltanto uno slogan, ma una prospettiva di cui si possono costruire anticipazioni a livello locale. Anticipazioni che per essere più efficaci devono essere concepite come tasselli da affiancare per tentare di costruire un’alternativa globale: esempi da cui trarre indicazioni riproponibili, con i necessari adattamenti, in altre realtà locali.

La seconda sessione ha definito le prossime tappe da percorrere per arrivare a costituire ufficialmente il soggetto politico di cui questo convegno è stato una tappa preparatoria. In particolare sono stati indicati alcuni obbiettivi strategici a questo fine:

– la costituzione di un gruppo di lavoro che predisponga uno Statuto coerente con i nostri principi e le nostre finalità; le modalità d’iscrizione;

– le modalità per scegliere il nome: a partire da quelli formulati nel brainstorming lanciato insieme alla diffusione dell’appello, un piccolo gruppo di esperti in comunicazione ne sceglierà una rosa ristretta da sottoporre ai sottoscrittori dell’appello;

– l’allargamento del gruppo composto da 4 persone che ha gestito la fase iniziale di questo progetto politico, auspicabilmente con l’inserimento di donne, per gestire la fase successiva, da questo incontro al momento in cui il soggetto politico verrà costituito ufficialmente, presumibilmente nei mesi di settembre o ottobre;

– la costituzione di circoli territoriali tra i sottoscrittori dell’appello e l’individuazione all’interno di ogni circolo di un responsabile della formazione;

– un primo ciclo di formazione a carattere residenziale, rivolto ai responsabili della formazione di ogni circolo, ma aperto a chiunque voglia parteciparvi, dal pomeriggio/sera del venerdì al dopo pranzo della domenica; i responsabili della formazione di ogni circolo dovranno a loro volta organizzare corsi di formazione a livello territoriale.

È seguito un breve spuntino di pranzo nel porticato antistante il teatro, utile per scambi di opinione e conoscenza reciproca tra i partecipanti. Subito dopo è iniziata la terza sessione, caratterizzata da due interventi culturali di grande spessore, nonostante l’esiguità del tempo a disposizione. Fabio Pinzi ha parlato della permacultura come opportunità per riprogettare sistemi umani belli, ricchi, produttivi e accoglienti. Giuliana Mieli ha parlato del femminile e della sua importanza nella rivoluzione ecologica. I due interventi sono stati anticipazioni di riflessioni più ampie che saranno svolte nei corsi di formazione. Hanno suscitato un forte interesse tra i partecipanti, come è stato dimostrato dalle richieste ai due relatori di partecipare a incontri che saranno organizzati dai costituendi circoli territoriali.

La quarta sessione è stata una tavola rotonda tra tre studenti, introdotta da un intervento di Jacopo Rothenaisler, che ha evidenziato l’importanza dello sciopero mondiale degli studenti del 15 marzo contro l’inerzia dei governi nei confronti della crisi climatica. Questa scelta delle giovani generazioni, che subiranno più pesantemente le conseguenze dell’irresponsabilità delle generazioni precedenti, è l’unica possibilità di indurre i governi ad adottare misure più drastiche per ridurre l’effetto serra di quanto non abbiano fatto sino ad ora nelle sedi internazionali. Gli interventi di Kevin Simäo Ograbek, studente dell’ultimo anno del Liceo di Mendrisio, dove, come in tutte le scuole superiori della Svizzera, già sono stati fatti scioperi per questo motivo, di Alessandro Piovano, secondo anno di giurisprudenza Torino, e di Nicolò Miotto, secondo anno di scienze diplomatiche all’Università di Trieste e autore di un interessante studio delle costituzioni di Bolivia ed Ecuador, dove i diritti della natura sono stai inseriti nei diritti costituzionali, hanno dimostrato una consapevolezza e un senso di responsabilità molto superiori a quelle dei politici. Se ci sarà una possibilità che l’umanità non venga risucchiata nel vortice di un processo che può decretarne la fine, si dovrà più alla forza di questo movimento che al nostro impegno di ambientalisti. È comunque nostro dovere, etico e politico, offrirgli il supporto della nostra esperienza, difendendo per quanto possiamo la sua autonomia da possibili strumentalizzazioni.

L’ultima sessione è stata dedicata al rafforzamento del nostro sito, costituendo una redazione in grado di far conoscere tempestivamente le nostre valutazioni sull’evoluzione della crisi ambientale e della crisi economica, le nostre proposte finalizzate a ridurle, le nostre critiche alle decisioni politiche che la sottovalutino o che, come purtroppo è accaduto e accadrà, contribuiscano ad aggravarla, le esperienze positive in corso che indicano delle vie alternative, mettendone in evidenza l’efficacia, la riproducibilità, la desiderabilità.

Al termine di una giornata molto intensa Nino Pascale ha riassunto gli impegni che sono stati presi per essere pronti a costituire entro i mesi di settembre o ottobre, il soggetto politico a cui tendiamo. Agli intervenuti è rimasta una mezz’ora di tempo per intrecciare relazioni finalizzate a rafforzare la conoscenza reciproca e a costituire i circoli territoriali e i gruppi di lavoro tematici. Tutti hanno condiviso la sensazione di incontro molto utile e di un passo in avanti nell’evoluzione del nostro progetto.